mercoledì 24 dicembre 2014

Il meglio del 2014

Compilare questa lista non è stata una cosa per niente facile. Diciamoci la verità: il 2014 è stato davvero fantastico. E non stiamo sempre lì a dire che ormai non escono più grandi dischi, perché così non è. Vi ricordo che questa non è propriamente una classifica, ma una semplice lista dei miei album preferiti.  Quest'anno ne ho raccolti 35; a questi si aggiungono l' esordio dell' anno e un disco sorpresa. 
Tutti in ordine alfabetico per artista.
In fondo alla pagina trovate anche una selezione di canzoni, da ascoltare cliccando sul titolo. 
Posso garantirvi che anche il più attento di voi si sarà perso qualcosa. E ora di recuperare.
Se volete potete inserire la vostra lista nei commenti.
Buon ascolto.



Damon Albarn - Everyday Robots
 Quell’ aria nostalgica già percepibile dalla foto di copertina, si distende sinuosa lungo l' intero disco. Alienazione, solitudine ed incomunicabilità sono il filo conduttore dell’intero lavoro. Canzoni dal respiro british, calate in un ambiente sonoro composto da un’ elettronica minimale e mai banale, ci conducono attraverso le tappe fondamentali della vita del musicista inglese. Damon esce finalmente allo scoperto liberandosi dagli pseudonimi, per regalarci un disco che rimarrà impresso nel tempo. 
Malinconico | 8


The Antlers - Familiars
Familiars” dimostra quanto la formazione newyorkese sia cresciuta nel corso degli anni. È un barlume malinconico di note al velluto capaci di colpirti nel profondo; canzoni incantevoli che sembrano immerse nell’ azzurro del cielo. Tutto fragile come il cristallo. Tutto pronto a sgretolarsi da un momento all’altro. Le composizioni di "Familiars" sono dipinti sonori di nostalgia sognante. Un abbraccio corale di romantico intimismo.
Velluto | 8.2


Beck - Morning Phase 
A cinque anni e mezzo di distanza da “Modern Guilt”, e con un nuovo contratto discografico presso la Capitol Records, il musicista americano dà alle stampe il suo dodicesimo lavoro in studio, riproponendo quel sound acustico che animava “Mutations” e “Sea Change”.“Morning Phase” fluttua tra atmosfere ovattate, smussando definitivamente gli angoli del pop sperimentale, a favore di un alt-folk elegante, circondato da una nostalgia fiabesca. Il perfetto equilibrio tra melodia, elettronica e archi, dà vita a canzoni bellissime, illuminate da una psichedelia dalle sfumature vintage. 
Fulgido | 8.2


Paolo Benvegnù - Earth Hotel
La vita, la morte, la solitudine e l' amore tra le stanze del mondo. 12 storie raccontate con una sensibilità disarmante. "Earth Hotel"si presenta come il lavoro più equilibrato dell' artista italiano. Un suono potente e incalzante; una scrittura fascinosa e sempre attenta, fanno di questo disco un' opera profonda. Paolo Benvegnù si affida alle parole e al suo cuore e porta a compimento un lavoro bello in ogni angolo, regalandoci alcune canzoni che rimarranno per sempre (Nello Spazio Profondo, Orlando).
Ammaliante | 8


Blues Pills - s/t
Dopo due Ep, e "Live at Rockplast" risalente a pochi mesi fa, i Blues Pills giungono ora alla prova del nove. La nuova pubblicazione racchiude alcuni brani già proposti precedentemente, più una cover di Chobby Checker. A parte l’elemento sorpresa che viene inevitabilmente a mancare, possiamo tranquillamente dire che la band americana non delude le aspettative: una vera esplosione tra blues e soul, in cui la splendida voce Ein Larsson si leva in tutta la sua straordinaria potenza. Un suono completo e perfettamente rodato, diluito in sontuose scie psichedeliche.
Provate a farne a meno | 8


Vashti Bunyan - Heartleap
Registrate per lo più in casa, le canzoni di questo nuovo album posseggono le caratteristiche del cristallo: trasparenti, luminose, fragili. Linee melodiche impalpabili e una voce sussurrata; orchestrazioni avvolgenti e una genuinità disarmante disegnano i contorni di un disco dalla dolcezza infinita. Una sequenza mozzafiato di delicati affreschi sonori confermano l’eleganza e la poeticità di un’ autrice che avremmo potuto non ascoltare più. 
Incantevole | 8


David Crosby - Croz
Croz” si mostra disco semplice e diretto fin dalla copertina, e testimonia la grandezza di un autore straordinario. David Crosby sorprende tutti tirando fuori dal cuore composizioni brillanti. Grazie ad una ricercatezza e ad un eleganza riconoscibile fin dai primi istanti, l' artista americano sfoggia un cantautorato luminoso e ammaliante, regalandoci momenti davvero indimenticabili (What’s Broken, The Clearing, Slice of Time, Set That Baggage Down, Dangerous Night, Morning Falling). 
Intramontabile |  8


Adrian Crowley - Some Blue Morning
Some Blue Morning”, settimo sigillo del cantautore irlandese, conferma tutte le potenzialità di una delle voci più intense dell’ atl folk europeo. Paesaggi desolati, sommersi da una malinconia spettrale; atmosfere soffuse, evanescenti e impalpabili come i sogni; una strumentazione prettamente acustica, sui cui svettano archi di un candore abbagliante. Tutto cucito su tessuti di velluto e tenuto insieme da una voce che sprofonda negli abissi del cuore. Pensate alle atmosfere dolenti di Leonard Cohen, o ai sentieri notturni dei Tindersticks. C’ è solo da ascoltarlo in rigoroso silenzio, magari ad occhi serrati.
Caldo | 8


Eagulls - s/t
Una partenza folgorante con Nerve Endings. Arrivano poi Hollow Visions, Yellow Eyes e Tough Luck a spazzare via ogni dubbio: gli Eagulls spaccano di brutto! Caratterizzato da un suono oscuro e nervoso, “Eagulls” esplora i territori del post punk tra ondate di potenza asfissiante. Un rock spigoloso e ossessivo travolge l’ascoltatore fin dai primi istanti in uno tsunami di rabbia ed energia viscerale che s’innalza abbattendo ogni argine. 
Rovente | 8


Marianne Faithfull - Give My Love To London
La signora Faithfull torna con uno splendido disco prodotto da Rob Ellis e Dimitri Tikovoi. Marianne Faithfull racconta la sua Londra, e lo fa in modo disarmante. Quella voce consumata dagli anni sembra potersi spezzare da un momento all' altro. Una classe immensa aleggia sulle note di queste canzoni. “Give My Love to London" è una raccolta di 11 episodi che stringono come una morsa al cuore. Dimenticavo: va inserito di diritto tra i dischi più belli dell' intera carriera. 
Emozionante | 8


Ben Frost - AURORA
"A U R O R A" avvolge l’ascoltatore in una tempesta fluorescente di suoni saturi di potenza. L’impressione è quella di essere risucchiati direttamente in un’altra dimensione. Suggestioni laceranti, distorsioni che squarciano l’universo, ritmiche aliene, elettronica liquida. Il tutto filtrato attraverso radiazioni sonore e interferenze disgreganti. Ben Frost ha forgiato un disco incontrollabile, fatto di alchimie visionarie, mutazioni continue e geometrie estreme. 
Galattico | 8.4


The Gloaming - s/t
The Gloaming”, pubblicato dalla celebre Real World di Peter Gabriel , è il primo atto di una collaborazione riuscita, che offre spunti melodici davvero invidiabili. I 5 musicisti impiegano veramente poco a conquistare il vostro cuore: passione e tradizione, guidate da tecnica ed efficacia, s’intrecciano in una raccolta di eleganti composizioni volte a spalancare le porte dell’anima. “The Gloaming”è un susseguirsi di suggestioni etniche tra profumi e bagliori antichi. 
Virtuoso | 8


Have A Nice Day - The Unnatural World
Il progetto ideato da Dan Barrett e Tim Macuga ritorna a distanza di 6 anni. Il sentiero percorso è ancora una volta quello di un gothic rock obliquo, ricco di influenze che vanno dal post punk allo shoegaze, dall’ industrial alla drone-music.Un magma oscuro, impalpabile e denso di tragicità, ci conduce tra i solchi di canzoni evanescenti e maestose. Musica proveniente dalle sperdute lande dell’inferno, inghiottisce l’ascoltatore in un vortice di distorsioni raggelanti. 
Innaturale splendore | 8


Micah P. Hinson and Nothing - s/t
Il cantautore di Abilene si affida nuovamente alla sua chitarra per fare finalmente i conti con le proprie cicatrici. Come negli album precedenti, anche in questo settimo disco, il sentimento, la passione, il dolore, emergono in modo prorompente come un fiume in piena. Registrate in presa diretta al Moon River Studio di Santander, con l’ accompagnamento di un gruppo di musicisti locali, queste nuove 12 tracce compongono un quadro sonoro denso di emotività, in cui la musica, ora più scarnificata rispetto ai lavori precedenti, si stringe intorno ad una voce ferita ed evocativa. 
Appassionante | 8.5


The Horrors - Luminous 
I The Horrors tornano ad “illuminarci” con uno splendido quarto album, il cui titolo è tutto un programma. Faris Badwan, Joshua Hayward, Rhys Webb, Tomethy Furse, Coffin Joe, perfezionano ancora più il suono, spingendo la loro ricerca oltre i confini della new wave, in un’ eruzione cosmica di brani splendidi, ricchi di un immaginario romantico denso di suggestioni pop. L'intreccio tra chitarre, tastiere e sintetizzatori, genera ancora una volta una vertigine sonora allucinogena di straordinaria energia. 
Irradiante | 8.2


Damien Jurado - Brothers and Sisters of the Eternal Sun
Ormai divenuto una vera certezza in ambito cantautorale, il musicista americano dà vita al terzo album in compagnia dell’amico Richard Swift in veste di produttore. Emozionale, intenso, figlio di una composizione e una produzione impeccabili, "Brothers and Sisters of the Eternal Sun" altro non è che il sequel naturale del precedente album, nonché il lavoro migliore della trilogia. L’album, tra l’altro, è disponibile anche in versione deluxe, affiancato da un intero disco in cui saranno inseriti due inediti e sei versioni acustiche. 
Estasi | 8.5


Kaviar Special - s/t
Si affacciano in modo prepotente sul panorama indie rock i 4 ragazzi provenienti da Rennes, Francia. Il biglietto da visita è un album omonimo, che sorvola un garage di bassa fedeltà, incastonato in un punk spigoloso. Un rock furente e spavaldo, traccia quelle che sono le coordinate musicali dei 4 musicisti francesi, guidandoci lungo un coacervo sonoro gradevole quanto asfissiante.
In media i brani superano a stento i 3 minuti. Si viaggia ad alta velocità. 
Scintillante | 8.2


Lowlakes - Iceberg Nerves
Siamo in quel territorio di confine tra il dream pop e il new romantic; tra Antony and the Johnsons e Bon Iver. Senza escludere piccole incursioni nel dubstep. “Iceberg Nerves” offre un ciclo di canzoni avvolte da una patina oscura e suggestiva, che si muovono sinuose esplorando temi dello spazio e dell’ isolamento. È una valanga di glaciale nostalgia quella che si abbatte sull’ ascoltatore. “Iceberg Nerves” è un disco intimo, impalpabile, che rievoca ricordi e germoglia dopo un paio di ascolti. 
Affascinante | 8


Lost In The Trees - Past Life
Il progetto nato intorno alla penna di Ari Picker, vira verso la costruzione di un pop sincopato e coinvolgente, ricco di suggestioni crepuscolari. “Past Life” abbandona quasi del tutto le orchestrazioni dei precedenti lavori per abbracciare un’ elettronica minimale. Una nuova linfa attraversa le note di queste 10 composizioni: canzoni dirette ed avvolgenti, arricchite di armonie vaporose e arrangiamenti estasianti, traducono lo spirito irrequieto dell’autore americano. 
Il risultato finale è ancora una volta un lavoro brillante, avvolto da una peculiare malinconia. 
Non fermatevi al primo ascolto | 8


Lubomyr Melnyk - Windmills
Lubomyr Melnyk  prosegue la sua ricerca sonora attraverso pubblicazioni di album che sconfinano tra tecnica ed evoluzione, trascinandoci in un mondo incantato in cui le note del pianoforte scorrono attraverso una cascata di intimismo siderale. “Windmills” scatena tutta la creatività di Melnyk attraverso tre lunghe composizioni, in un crescendo costante di gloriosa malinconia. Sembra quasi poterlo intravedere, lì, seduto al suo pianoforte, mentre dà vita a questo ciclo continuo 
di pennellate sonore.
Meraviglia | 8.5


Peter Murphy - Lion
“Lion” resta fedele a quanto già prodotto da Murphy in passato, e si materializza attraverso uno stile ormai definito, in un sussulto titanico di sinistra bellezza. Un concentrato di gothic rock dalle sfaccettature elettroniche, dà vita ad un lavoro complesso e, per certi aspetti, anche ambizioso. Una sinfonia di macabro romanticismo innesca un susseguirsi di canzoni che sprofondano negli abissi sonori in bilico tra dark-wave e alt-rock. “Lion” è una bestia sonora dal suono imponente. 
C’è da leccarsi i baffi.
Agghiacciante | 8


Museum Of Love - s/t
Il primo atto per il nuovo progetto di Patrick Mahoney e Dannis McNany è un piccolo gioiello elettro pop ed esce per la DFA Records di James Murphy. Un lavoro sapientemente costruito su ritmiche ovattate, tastiere ipnotiche e bassi da far vibrare le vene; la perfetta sintesi tra i Wild Beasts più ispirati e il funky degli LCD Sound system. Il tutto avvolto in imballaggi dream pop. C'è poi una splendida voce a fare da linea guida a queste affascinanti tracce. Credetemi: trovarci qualcosa fuori posto è praticamente impossibile. Tutto scorre in modo omogeneo e con eleganza sempre puntuale.
Classe | 8


Mystic Braves - Desert Island
I Mystic Braves sembrano sbucare fuori direttamente dagli anni ’60: capelli lunghi, abbigliamento vintage e tanta psichedelica nel cuore. Julian Ducatenzeiler, Tony Malacara, Cameron Gartung, Shane Stotsenberg e Ignacio Gonzalez, arrivano al loro secondo appuntamento mettendo in piedi un lavoro contagioso e praticamente irresistibile, forte di un approccio pop-psichedelico che suona spontaneo e mai molesto. L’ennesimo tributo ad una stagione del rock che sembra non tramontare mai.
Esaltante | 8


Marissa Nadler - July 
 C’è qualcosa di ancestrale e profondo nella musica della giovane cantautrice americana; una sensazione quasi innaturale che ti accompagna lungo un incantesimo sonoro di glaciale stupore. Diventa davvero impossibile non essere risucchiati dalla magia di queste 11 composizioni, che godono del contributo di Eyvind Kang (archi), Steve Moore (synth) e Phil Wandscher (chitarra). Una galleria dai bagliori psichedelici in cui il lirismo gotico e seducente di Marissa Nadler è ancora capace di stupire.
Incantesimo | 8.5


Damien Rice - My Favourite Faded Fantasy
My Favourite Faded Fantasy” ha il compito di giustificare 8 lunghi anni di silenzio; anni in cui Damien ha recuperato appieno l’ ispirazione, sprigionata oggi in tutta la sua drammatica potenza attraverso queste nuove splendide canzoni. L'approccio prettamente acustico viene quasi del tutto sostituito da una strumentazione ricca, enfatica e curata nei minimi dettagli. Siamo ancora una volta di fronte a un ciclo di ballate intime che arrivano come un fiume in piena. Damien Rice riesce a dare vita ad una serie di canzoni impeccabili, che hanno il potere di entrarti dentro sin da subito.
Miracolo | 9


Salem's Pot - …Lurar ut dig på prärien
Secondo atto in casa Salem's Pot. La band svedese si pone a tutti gli effetti come una delle formazioni di punta della nuova ondata heavy-stoner. Il nuovo album si compone di 3 brani per oltre 30 minuti di musica; 3 monoliti a metà strada tra i sempre onnipresenti Black Sabbath e i primi Sleep. “…Lurar ut dig på prärien” esplora sentieri oscuri:  potenza, feedback, cadenze doom, si riversano in questo oceano di tenebre. Tutto sezionato e tirato su con grande dovizia. Un disco carico di tensione, in cui una lieve luce psichedelica sembra farsi spazio tra nubi fitte.
Micidiale | 8


Spiral Shades - Hypnosis Sessions
Il norvegese Filip Petersen (chitarra, basso e batteria) e l’ indiano Khushal Bhadra (voce e testi) sono a capo del progetto Spiral Shades. La formazione nata dall' incontro virtuale tra i due musicisti, forgia un primo disco il cui habitat naturale è tra il rock oscuro dei Black Sabbath e il blues desertico dei Kyuss. “Hypnosis Sessions” rende omaggio ad un certo sound degli anni ’70, senza però risultare troppo vintage. La loro è una dimostrazione di energia che sfocia in una raccolta di 9 brani incandescenti. Credetemi: ne rimarrete estasiati.
Possente | 8


Nikki Sudden - Fred Beethoven
Questo nuovo lavoro ci mette davanti del materiale inedito registrato tra 1997 e 1999. 14 tracce, tra cui compaiono anche un paio di cover. Ed è proprio una cover, quella Johnny B. Goode che proprio non sembra stancare mai, ad aprire (e chiudere) questa carrellata di rock ‘n’ roll allo stato puro. “Fred Beethoven” è materia incandescente; un proiettile impazzito. Ogni canzone è un attacco feroce di riff strabilianti. Picchia forte Nikki Sudden: Black Satin Suit, Looking at You, It's Gonna Be Alright, Summer Burn Down, Forest Fire, non stancano per niente.“Fred Beethoven” vi stupirà. Parola mia.
Il modo migliore è ascoltarlo tutto d’ un fiato.
Irrefrenabile | 8


Sun Kil Moon - Benji 
Inquietudine, intimità e dolore, si aggirano come fantasmi tra le note di queste splendide composizioni; una collezione pregevole di racconti, alcuni veri e altri parzialmente inventati, serviti da una strumentazione e da aperture melodiche che fanno gridare al miracolo.“Benji” si presenta come uno delle opere più mature per l’autore di San Francisco, e sembra distillare gli elementi compositivi già espressi nei precedenti lavori.
Da custodire come un tesoro.
Stupefacente | 9


Swans - To Be Kind 
Michael Gira e soci non sembrano avere la minima intenzione di arrestare questa poderosa macchina di disperazione sonora. Apocalittico e dilaniante, "To Be Kind" stordisce l’ascoltatore, riprendendo la formula del precedente lavoro: 2 ore di musica per 10 tracce. È blues che emerge dalle macerie del post punk a farsi strada tra le acque fangose di queste nuove liturgie trascendentali.
Muri di chitarre, ondate di elettronica e volumi vorticosi, portano a compimento l'ennesimo capolavoro di un gruppo che il rock ce l'ha nell' anima e nel cuore. 
Splendore tra le tenebre | 9


Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra - Fuck Off Get Free We Pour Light On Everything
Mettiamola così: ora si fanno chiamare Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra , ma per tutti noi restano comunque i Silver Mount Zion. Suggestivo e maestoso, “Fuck Off Get Free We Pour Light On Everything” s’innalza in un alluvione sonora al confine tra post rock e alt folk. Il tutto espresso con un approccio che potremmo definire psichedelico-progressivo. Disillusione e speranza sono il veicolo attraverso il quale si sviluppano le 6 tracce del nuovo album. Un moto disperato e una sensazione di straziante malinconia esplodono in un crescendo musicale che si distende furioso tra ritmiche sferzanti avvolte da archi distorti, in una cavalcata di epico sperimentalismo.
Magnetico | 8


Useless Eaters - Bleeding Moon
La questione si potrebbe spiegare con poche parole: garage da scorticamento cerebrale. La base di partenza dei quattro ragazzi americani è Memphis. Le intenzioni sono quelle di prendere il punk, rivestirlo di armature metalliche e farlo bruciare a temperature elevatissime. 12 schegge infuocate che a stento superano i tre minuti, si insinuano di violenza sotto pelle. Brucia in un' eruzione rosso sangue la musica di Seth Shutton, Byron Blum, Miles Luttrell e Brendan Hagarty. Carico di un' energia lo fi incandescente, ricoperto da ritmiche gommose e chitarre lancinanti.
Tagliente | 8


Sharon Van Etten - Are We There
 A due anni di distanza da“Tramps”, Sharon Van Etten torna con un lavoro dal corredo sonoro completo. La dimensione folk subisce un dirottamento verso un suono più corposo e a tratti elettronico. Ecco arrivare alcune delle canzoni più belle dell’intero repertorio: Every Time the Sun Comes Up, You Know Me Well, Afraid of Nothing, Nothing Will Change, Your Love Is Killing Me. La musica dell’artista statunitense brilla di una personalità solenne, acquisendo finalmente consapevolezza della propria forza. Da dedicarci qualche lacrima.
Commovente | 8


Yob - Clearing The Path To Ascend
Il cielo torna a tuonare sotto i sussulti apocalittici degli Yob. Mike Scheidt riprende in mano le sorti di quella che è forse la più grande formazione doom americana di sempre, e dopo il passaggio da Century Media a Profound Lore, riapre i varchi dell’ oscurità, trascinandoci lungo un percorso fascinoso quanto arduo. A primo impatto può sembrare un disco come tanti altri del genere. Ma le cose non stanno proprio così, insomma. La questione è semplice: “Clearing The Path To Ascend” non è adatto ai deboli di cuore. E bastano i primi boati a fartene rendere conto. 
Poderoso | 8 


Young Widows - Easy Pain
I Young Widows suonano essenzialmente una miscela di noise e post-punk claustrofobico, che scorre attraverso un blues inquieto, alimentato da picchi di energia asfissiante. Tutto fatto nel modo più cupo possibile. “Easy Pain” è  un mantra oscuro di straziante energia; un terremoto sonoro di feedback e distorsioni da togliere il fiato. Con un suono che si è fatto negli anni sempre più violento e impetuoso, il trio statunitense sforna uno dei lavori migliori dell’intera discografia.
Il rischio è quello di rimanerci stecchiti. 
Lancinante | 8



L' esordio

Temples - Sun Structures
Esordio da colpo di fulmine per i quattro ragazzi (James Bagshaw , Thomas Warmsley, Adam Smith e Samuel Toms) di Kettering, Inghilterra, che confezionano un primo album praticamente perfetto, forte di una ritmica incessante e melodie capaci d’incollarsi nella mente al primo ascolto. Power pop, psichedelica e indie-rock, sono gli ingredienti che compongono “Sun Structures”. Spettacolare nella sua peculiare semplicità, “Sun Structures” ci catapulta in una dimensione sonora sognante e allucinata, guidandoci attraverso un arcobaleno psichedelico tra echi beatlesiani e vibrazioni a-la Tame Impala.
Folgorante | 8.5



La sorpresa 


Franco Baggiani - Memories Of Always
A pochi mesi dall' ultimo "My Way Trough the Jungle", il trombettista italiano plasma quello che si presenta come un lavoro dall' andamento ritmico coinvolgente e ossessivo. Ben due percussionisti (Fabio Ferrini e Alessandro Criscino) e un batterista (Alberto Rosadini) contribuiscono a questo flusso multicolore inarrestabile.. Ci sono poi:  Adriano Arena alla chitarra elettrica, Lorenzo Forti al basso, Giacomo Downie al sax a disegnare traiettorie incantate. Ma è la tromba di Baggiani a proiettarci nella dimensione onirica di una musica la cui atmosfera sembra a tratti ripercorrere i sentieri del Miles Davis più elettrico. 
Ma non solo: anche le influenze di Ornette Coleman e Sun Ra si fanno sentire.
Incandescente | 8


Singolare Bellezza

3quietmen & Stefano Battaglia - Kor
Damon Albarn - Everyday Robots
Alcest - Shelter
Jon Allen - Night and Day 
The Antlers - Revisited
Barzin - All The While
Bruno Bavota - Les Nuits Blanches
Paolo Benvegnù - Orlando
Blank Realm - Falling Down The Stairs
Wallis Bird - Hardly Hardly 
Maggie Bjorklund - Fro Fro Heart
Benjamin Booker - Have You Seen My Son?
Vashti Bunyan - Across The Water
Cloud Nothing - Now Hear In
Current 93 - Mourned Winter Then 
Douglas Dare - Nile
Melanie De Biasio - The Flow
Dels - Burning Beaches
Morgan Delt - Backwards Back Inc.
East India Youth - Heaven, How Long
Edda - Stellina
Eels - Lockdown Hurricane
Elbow - This Blue World
Eno - Hyde - DBF
Fanfarlo - Distance
Neil Finn - Flyng In The Face Of Love
Gem Club - Polly
The Gloaming - Song 44
Hatcham Social - Lion With A Lazer Gun
The Horrors - I See You
Micah P. Hinson - Ain't Movin'
Matt Kivel - Insignificance
Klaus Johann Grobe - Between The Buttons



1 commento:

Marco Goi ha detto...

grandi damon albarn e horrors e niente male pure i temples.
qualcuno degli altri me lo vado a cercare che ancora mi manca...